Con questo post vi propongo due canzoni che condannano l'aborto che sono tanto censurate quanto commuoventi. La prima è "Aborto" di Massimo Morsello, la seconda è "Lettera ad un bambino buttato via" degli Amici del Vento:
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"Aborto" di Massimo Morsello
testo:
Racconta pure, del momento in cui lo hai saputo
delle volte che lo hai voluto e del pericolo sventato
e della fame, della fame che gli hai risparmiato
della bocca che non s'è sporcato,
con il cono di un gelato
e quel dottore senza dolore,
mani di velluto.
Racconta pure di quella voglia di tornare indietro
di quelle reti da pescatore
che lasciavano nel mare.
La tua mano stretta forte,
la tua trappola in discesa
il tuo angelo di morte
suggerisce la tua resa
a guardarti dentro gli occhi sembri un sogno quasi fatto male
ma la mano che ti sveglia questa notte non è mano d'amore
è solo un ago che t'entra
a stimolarti il dolore,
ma all'angolo della strada appoggiato al futuro
non ci sarà nessuno
che chiede un giro in bicicletta o a soffrire come un bambino
e alla vita, alla morte e alla strada
lui non ci penserebbe ancora
a quante stanze ha la tua casa e a quanto guadagni l'ora
a quanto è stupido il sorriso della gente che ora ti consola.
Io ti racconto del mondo che non ho conosciuto
della vita che non ho vissuto
e delle cose che non ho saputo.
Di quelle navi,
di quelle storie da marinai
di quelle strade e di quei via vai
di quei buongiorno e di quei come stai
di questo buio senza colore di questi occhi miei.
Del mio rischio di un piede in fallo
sbagliare e rifarlo ancora
di soffrire quando ci s'innamora
e di tremare quando c'ho paura
e della fame della fame che non ci spaventa
della musica che ci addormenta
e del freddo che ci ammala
e del rifugio che ci accoglie la notte sotto le lenzuola.
Questa scelta che ti arma la mano e che ti accende la luce
ti fa donna moderna,
ti fa donna che piace
ma all'angolo della sera, stanotte c'è un gatto sopra il tetto
lui ne ha viste di strade e di gente passare sotto
e della vita, della morte e del vento
lui non si chiede niente
guarda il cielo e verso le stelle che si sono spente
guarda il mondo e cerca la musica ma non la sente.
"Lettera ad un bambino buttato via" degli Amici del Vento
testo:
Ciao bambino, piccolo uomo forse no, sei solo poche poche cellule
non sei bello in quel sacco d'immondizie ma che vuoi, c'è la crisi degli alloggi.
Bambolotto, sei già rotto chi ha giocato col tuo seme s'è stufato non è il caso ha detto di metterti al mondo il partito ha detto no, mi spiace tanto
Occhi azzurri, manine fredde ti sei fatto due mesetti in questo mondo
era caldo il ventre dolce della mamma fuori è freddo, ma che vuoi manca il petrolio
Non lo sai, ma tu sei già importante per ucciderti si son messi d'accordo
i partiti i sindacati e quella donna ti va bene non dovrai chiamarla mamma.
Ciao bambino, piccolo uomo non saranno tue le gioie ed i dolori
non vedrai tramonti ed albe e giorni uguali non sciopererai con i parastatali. Non vedrai bandiere tinte col tuo sangue non dovrai dire di si a chi ti mente
non dovrai raccoglier firme per l'aborto non dovrai portare fiori a chi è già morto.
Poche cellule ma occhi troppo blu scusa se ti lascio adesso torno giù
Ciao amico non rimpiango la tua sorte: sei riuscito a restar puro sino alla morte!
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A voi le riflessioni.
Giaco
